Il 30 settembre è una data che di solito passa inosservata sui calendari di chi lavora, ma quest'anno vale la pena segnarla in rosso. Entro quel giorno le aziende devono presentare all'INPS la domanda per gli sgravi contributivi legati alle assunzioni 2026, altrimenti perdono fino a 800 euro al mese per ogni contratto agevolato. Non è un dettaglio da soli uffici del personale: se stai per firmare un contratto a tempo indeterminato, se hai più di 24 mesi di disoccupazione alle spalle o se il tuo futuro datore di lavoro opera in una regione del Mezzogiorno, questa scadenza incide direttamente su quanto conviene a lui assumerti proprio ora invece che a ottobre.
La misura: 2,8 miliardi di euro per l'occupazione stabile
Il quadro nasce dal Decreto Coesione e vale per tutto il 2026: il governo mette a disposizione dei datori di lavoro privati un esonero dal versamento dei contributi previdenziali che, in alcuni casi, arriva fino al 100%. Lo stanziamento complessivo è di 2,8 miliardi di euro, distribuiti su tre linee di incentivo pensate per profili diversi di lavoratori. L'obiettivo dichiarato è spingere le imprese a trasformare rapporti precari in contratti a tempo indeterminato, non a spostare semplicemente personale già stabile da un'azienda all'altra: per questo ogni sgravio è condizionato a un reale aumento dell'organico.
Chi si occupa di selezione del personale lo sa bene: un incentivo così consistente cambia le priorità di assunzione di settembre. Un'azienda che ha in lista due candidati equivalenti — uno che rientra nei requisiti di svantaggio previsti dalla norma, l'altro no — ha un motivo economico concreto per preferire il primo entro fine mese, perché il beneficio si applica solo se la domanda parte prima della scadenza. Vale la pena saperlo prima del colloquio, non dopo l'assunzione.
Le tre linee di incentivo: chi ne ha diritto
Il decreto distingue tre categorie di lavoratori, con importi mensili e condizioni differenti. Le aree della ZES Unica — che comprendono le regioni del Mezzogiorno — ricevono un trattamento di favore rispetto al resto del territorio nazionale.
- Bonus Giovani Under 35: riservato a chi non ha mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Lo sgravio parte da 500 euro al mese e sale a 650 euro per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica.
- Bonus Donne: per lavoratrici di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi al Sud o da 24 mesi nel resto d'Italia. Il contributo parte da 650 euro mensili e arriva a 800 euro per chi risiede nelle regioni meridionali.
- Bonus ZES Unica Over 35: destinato alle micro e piccole imprese del Mezzogiorno che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati da oltre 24 mesi, con un importo massimo di 650 euro al mese.
Chi rientra in più di una categoria — per esempio una donna under 35 disoccupata da oltre due anni in una regione ZES — non somma gli sgravi: si applica la linea più favorevole tra quelle per cui l'azienda presenta domanda, e l'INPS verifica la compatibilità prima di autorizzare l'importo.
Le condizioni che l'azienda deve rispettare
L'esonero non è automatico e non basta rientrare nel profilo giusto perché scatti. Il datore di lavoro deve possedere un DURC in corso di validità, applicare i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e, soprattutto, dimostrare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei 12 mesi precedenti. Serve inoltre l'assenza di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi antecedenti l'assunzione nella stessa unità produttiva: un'azienda che ha appena ridotto il personale in un reparto non può usare il bonus per riassumere altrove e presentarlo come nuova occupazione.
Se l'incremento netto viene meno in seguito — per un licenziamento successivo o per il mancato rinnovo di un altro contratto che riporta l'organico sotto la soglia — l'INPS può revocare il beneficio e recuperare i contributi non versati. È un punto che chi negozia un'assunzione dovrebbe tenere presente: un contratto costruito solo per intascare lo sgravio, senza una reale esigenza di organico, espone l'azienda a un rischio che spesso ricade anche sulla stabilità del posto appena creato.
Come si presenta la domanda (e perché la tempistica conta)
La richiesta va inoltrata attraverso il Portale delle Agevolazioni dell'INPS, l'ex DiResCo, dove sono disponibili moduli telematici dedicati per ciascuna linea: Bonus giovani 2026, Bonus donne 2026 e Bonus ZES 2026. Nell'istanza vanno indicati i dati del lavoratore, la data di assunzione o di trasformazione a tempo indeterminato, il tipo di orario — full-time o part-time — e la specifica condizione di svantaggio che giustifica l'accesso al bonus. In caso di part-time, l'importo massimo si riduce proporzionalmente alle ore lavorate: chi firma un contratto al 50% non deve aspettarsi lo sgravio pieno, anche se rientra a tutti gli effetti nella categoria agevolata.
Per le assunzioni già avvenute nei mesi scorsi — da gennaio in poi, prima che le procedure telematiche fossero operative — l'INPS ha previsto finestre di recupero degli arretrati nei flussi UniEmens di luglio, agosto e settembre, a patto che i requisiti fossero rispettati fin dal momento dell'assunzione. Chi ha firmato un contratto a inizio anno e non ha ancora verificato con l'ufficio del personale se rientra in una di queste categorie farebbe bene a chiederlo prima che si chiuda anche questa finestra.
La domanda può essere presentata anche da un consulente del lavoro delegato, ed è la prassi più diffusa nelle piccole imprese che non hanno un ufficio del personale interno. Una volta ricevuta l'istanza, l'INPS effettua controlli telematici che comprendono anche la capienza dei fondi stanziati per la singola linea di incentivo: con uno stanziamento comunque limitato a 2,8 miliardi di euro su base nazionale, arrivare a ridosso della scadenza non garantisce che i fondi siano ancora disponibili, anche se i requisiti del lavoratore restano intatti. È un motivo in più per non rimandare la verifica all'ultima settimana di settembre.
Per chi oggi lavora con partita IVA e sta valutando il passaggio a un contratto da dipendente, questi importi meritano di entrare nel calcolo prima di dire sì. Uno sgravio da 650 o 800 euro al mese non finisce in busta paga — resta un risparmio contributivo per l'azienda — ma è comunque un margine che un buon negoziatore può far pesare in trattativa, per esempio chiedendo un inserimento anticipato di qualche settimana proprio per rientrare nella finestra agevolata, oppure un premio di ingresso che rifletta parte del beneficio che l'azienda incasserà nei mesi successivi.
Cosa succede dopo il 30 settembre
La scadenza è perentoria: a partire dal 1° ottobre non sarà più possibile inviare nuove istanze per i periodi di competenza previsti dalla norma attuale. Una volta ottenuta l'autorizzazione, con tanto di protocollo e importo massimo concedibile, l'azienda applica lo sgravio nelle denunce contributive mensili UniEmens, usando codici causale specifici come EG26 per i lavoratori svantaggiati standard o EGZS per la maggiorazione riservata alle aree ZES.
Per chi cerca lavoro, il messaggio pratico è semplice: se rientri in una delle tre categorie e stai chiudendo una trattativa con un'azienda privata, chiedere esplicitamente se l'assunzione verrà comunicata all'INPS entro fine mese non è un'ingerenza fuori luogo — è una domanda che riguarda anche la solidità del contratto che ti verrà offerto, perché un'azienda che struttura l'assunzione per rientrare nello sgravio ha già fatto i conti sull'organico e sulla sua tenuta nei mesi successivi.
In pratica, cosa verificare prima di firmare
- Se hai meno di 35 anni e non hai mai avuto un contratto a tempo indeterminato, chiedi se l'azienda ha già verificato la tua idoneità al Bonus Giovani.
- Se sei disoccupata da almeno 6 mesi (Sud) o 24 mesi (resto d'Italia), il Bonus Donne può valere fino a 800 euro al mese per il datore di lavoro: un argomento in più in fase di trattativa, non solo un dato per l'HR.
- Se operi in un'azienda del Mezzogiorno e hai superato i 35 anni con oltre due anni di disoccupazione, informati sul Bonus ZES Unica prima che scada la finestra di settembre.
- In ogni caso, verifica che il contratto risponda a un aumento reale dell'organico: è la condizione che protegge sia l'azienda dalla revoca, sia te dal rischio di un posto creato solo sulla carta.