Molti la considerano un formalità e copiano lo stesso testo per ogni offerta. È un errore: una buona lettera di presentazione racconta in poche righe perché proprio tu e proprio quell'azienda siete una buona combinazione.
Apri senza giri di parole
Dimentica "con la presente sottopongo la mia candidatura". Inizia da un motivo concreto: un progetto dell'azienda che ti interessa, un problema del settore che sai affrontare, un risultato tuo che parla da solo. La prima frase decide se chi legge va avanti.
Tre paragrafi e basta
- Perché loro: cosa ti attira di quell'azienda o di quel ruolo, in modo specifico.
- Perché tu: una o due esperienze che dimostrano di poter fare la differenza, con un dato.
- Il passo successivo: la disponibilità a un colloquio, senza insistere.
Personalizza, non incollare
Una lettera generica si riconosce subito. Cita il nome dell'azienda, il prodotto, la sfida del momento. Bastano due dettagli mirati per mostrare che hai dedicato tempo alla candidatura e non l'hai spedita a caso a cinquanta aziende.
Tono giusto, lunghezza giusta
Mezza pagina è più che sufficiente. Scrivi come parleresti a un collega rispettato: professionale ma umano, senza paroloni e senza falsa modestia. Evita le frasi fatte come "team player" o "orientato ai risultati" se non porti un esempio che lo dimostri.
Prima di inviare, rileggi ad alta voce: se inciampi su una frase, riscrivila. Controlla il nome di chi ricevono e dell'azienda, perché un refuso lì vale più di mille buone intenzioni. Una lettera curata non garantisce il posto, ma toglie ogni scusa per scartarti e spesso è proprio il dettaglio che fa pendere la bilancia a tuo favore.