"Ha domande da farci?" non è una formalità di chiusura: è un'altra parte del colloquio. Rispondere "no, è tutto chiaro" è un'occasione persa. Le domande che fai dicono molto di quanto hai capito del ruolo e di quanto ci tieni davvero.
Domande sul ruolo
Chiedi cosa significa "fare bene" in quella posizione nei primi sei mesi, quali sono le priorità immediate, con chi lavorerai a stretto contatto. Sono informazioni concrete che ti aiutano a immaginare le giornate reali, non la versione patinata dell'annuncio.
Domande sul contesto
- Come è strutturato il team e a chi si risponde.
- Quali sfide sta affrontando l'azienda in questo periodo.
- Come viene misurato e riconosciuto il lavoro.
- Che opportunità di crescita esistono per chi ricopre il ruolo.
Una domanda che ti distingue
Chiedi cosa apprezzano di chi ha avuto successo in quel team, o cosa avrebbe reso più facile l'inserimento di chi ti ha preceduto. Sono domande poco scontate che mostrano maturità e spostano la conversazione su un piano più sincero.
Cosa evitare
Al primo colloquio lascia perdere stipendio, ferie e orari, a meno che non sia chi conduce a introdurli: c'è tempo nelle fasi successive. Evita anche domande la cui risposta è già sul sito dell'azienda, perché rivelano che non ti sei informato.
Prepara tre o quattro domande in anticipo e tienine pronta qualcuna di scorta, perché spesso il colloquio risponde da solo ad alcune. Ricorda che è anche un tuo momento di valutazione: stai decidendo se quell'ambiente fa per te tanto quanto loro stanno decidendo su di te. Una buona domanda finale lascia un'impressione che dura.